TARANTO

Fondazione Taras: "La metematica non ci condanna"

20.04.2017 17:04

Sul finire della scorsa stagione, ormai sfumata la promozione diretta del Taranto in Lega Pro, la Fondazione Taras scriveva: “Il futuro si deve ancora scrivere, tutti insieme, e sarà tanto più bello quanto più l’ambiente saprà essere unito. Rintracciando, in mezzo a quello che adesso sembra il deserto, semi di speranza per il futuro. Il Taranto non muore. Forza Taranto". Le stesse parole, oggi, si rivestono di nuovo significato. Quello che allora sembrava un deserto, è diventato prima un bellissimo giardino, grazie al ripescaggio del 4 agosto, per poi ri-appassire pian piano, soprattutto negli ultimi mesi, vittima di una serie di errori. L’ambiente rossoblù, in tutte le sue componenti, ha ceduto troppo presto di fronte alle difficoltà della stagione, peraltro annunciate e previste, senza riuscire mai a stringersi davvero intorno all'unico obiettivo di mantenere la categoria. Evidentemente, anche la Fondazione Taras è riuscita solo in parte a svolgere alcuni dei suoi compiti istituzionali, quelli di collante di tutta la tifoseria rossoblù e di tramite con gli attuali soci di maggioranza. Ciò a causa dell'oggettiva difficoltà delle scelte del supporters' trust, chiamato ad ascoltare e sintetizzare tutte le voci della tifoseria, a volte tra loro discordanti, e riportarle in seno a una società in cui il trust risulta pur sempre essere in forte minoranza rispetto al resto dei soci. Alcune delle scelte operate dal supporters' trust possono essere oggi considerate come errate. Preme, però, ristabilire una verità: la Fondazione Taras, a cui oggi alcuni addossano parte delle colpe per gli insuccessi sportivi del Taranto, non si è mai occupata delle questioni tecniche per una mera questione di competenze: tocca ai professionisti del settore, non ai tifosi fare le squadre e assumersi l’onere di difendere il proprio operato. Essa rappresenta invece uno strumento per tutti i tifosi convinti che la partecipazione attiva dei tifosi alla vita del club resti un obiettivo fondamentale per la sopravvivenza e la sostenibilità dello stesso, sul medio e lungo periodo. 

Alla Fondazione Taras non resta che andare avanti, continuare e migliorare nei compiti istituzionali del trust, con l’obiettivo di promuovere ancora (e forse con armi diverse) la crescita del tifo rossoblù, in quello che oggi appare nuovamente un deserto. Appartiene poi alla mission del supporters’ trust il ruolo di àncora per i destini del proprio club, soprattutto mentre tanti, troppi, non fanno che dare liberamente sfogo alla propria frustrazione, in una situazione sportiva divenuta, peraltro, oggettivamente sconfortante. In virtù di questo, la Fondazione Taras chiede a tutte le componenti dell’ambiente rossoblù, a partire dalla società e dai soci di maggioranza, alla squadra, a tutte le anime della tifoseria e finanche ai giornalisti, di compattarsi e continuare a combattere, perché abbiano un senso le speranze, gli entusiasmi e persino gli errori commessi in questa stagione. Il campionato non è finito: mancano 3 partite e la matematica non ci ha ancora condannato. A bocce ferme, poi, all’interno dello spazio di discussione democratica per tutta la tifoseria che la Fondazione Taras ha sempre offerto sin dalla sua nascita, tutti insieme faremo le valutazioni del caso, anche rispetto alla gestione finanziaria del club ed alle ipotesi, già annunciate, di revisione delle prospettive di continuità da parte dei soci di maggioranza. Tenendo bene a mente che il Taranto resta un  patrimonio comune di tutti i suoi tifosi e dell’intera città. A prescindere dall’esito della stagione attuale. Il Taranto non muore. Forza Taranto.

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