TARANTO

Taranto: ‘Caro Massimo, non deluderci anche tu...’

Lettera aperta di Vittorio Galigani al presidente del club rossoblu

30.04.2018 13:04

Caro Massimo,

la stagione sportiva volge al termine, siamo tutti un po’ delusi. Tu dovresti esserlo più degli altri. Perché ti aspettavi certamente di più da questa avventura. In termini di risultati sportivi e come di partecipazione della città. E’ sfuggito, anche a te, che taluni politici hanno fatto diventare Taranto una città svenduta. Anche dal punto di vista sportivo. La depressione industriale e l’impoverimento dell’imprenditoria commerciale (le tante serrande abbassate del centro storico) testimoniano l’incremento della crisi.

Il Taranto, il calcio di Taranto, non è più quello vissuto dalla tua (dalla nostra) generazione. Si parla soltanto per sentito dire. Senza avere conoscenza di politica sportiva e di tradizioni. Senza conoscere i fatti. Senza fare i conti con il portafogli.

Hai commesso un errore, Massimo, bisogna ammetterlo. Hai fatto un passo sbagliato accollandoti una situazione degenerata da chi ti ha preceduto. La pessima gestione di chi c’era prima di te, che ha regalato retrocessone, debiti e un inizio disastroso dell’attuale stagione sportiva. Quel filmato, dove si prometteva di “violare” il fondo schiena di tutti gli avversari, rievoca momenti che i tifosi del Taranto desiderano non rivivere mai più.

Tifosi che sono diventati diffidenti. Anche tu hai contribuito ad alimentare quella diffidenza. Non ti sei mai proposto in conferenza stampa. Dal tuo avvento non hai mai manifestato pubblicamente i tuoi programmi. La città sportiva vuole credere in un progetto. La tua società non ce l’ha, quanto meno non l’ha dimostrato. Con il più classico dei passa parola (un esercizio che gradisci) tu racconti una versione, Montella ne spande un’altra. La verità galleggia tra riammissioni impossibili e ripescaggi improbabili. Non è così che va. I tifosi, gli sportivi, gli appassionati per riavvicinarsi agli spalti dello Iacovone desiderano (chiedono) certezze. Tu sino ad oggi non sei stato in grado di offrirle. I biglietti a un euro rappresentano un palliativo inutile.

La città usa termini di paragone forti. Lecce, Benevento, Livorno, Padova. Nel 2008 eliminammo il Crotone ai playoff della Serie C, oggi si sta salvando in serie A. Lo Scida è stato ristrutturato ed ampliato, allo Iacovone piove neglispogliatoi, gradinate e tribune scoperte sono inagibili da 10 anni. Il Taranto distrutto da D’addario ha sempre “galleggiato” tra i dilettanti per la pochezza di chi lo ha gestito.

Il tuo “assordante” silenzio non promette nulla di buono, Massimo. La città intera chiede la Serie C per seguirti. Si appella ai ripescaggi. Le norme prevedono 60 squadre per quella categoria. Il Taranto, superando ostacoli e sbarramenti regolamentari, in ultima chiama, potrebbe avvalersi di quella possibilità. Non vuoi effettuare quel tentativo? Spiegane pubblicamente i motivi. Il Taranto è della città. Tu ne se soltanto il gestore. Se desideri collaborazione e partecipazione renditi disponibile. Non percorrere la strada del ripescaggio potrebbe rappresentare la scelta migliore, ma rendi edotti i tuoi interlocutori sui motivi che ti inducono a quella decisione. Verresti compreso.

Certo. In presenza di un progetto concreto saresti compreso. La gestione aziendale, per esempio, affidata a professionisti del settore (io, per inciso, sono fuori concorso). Montella non ne ha le qualità e lo spessore. Doveva occuparsi di marketing (così era stato presentato), risultati non se ne sono ancora ottenuti. Del resto, da una città in piena crisi economica, cosa puoi aspettarti. Montella, spesso, ti contraddice. Si lascia andare a considerazioni inappropriate se raffrontate ai tuoi desiderata. Montella crea confusione, alza polvere. L’ultima cosa, credimi, del quale il Taranto sente il bisogno. Montella non potrà essere il digì del Taranto.

La gestione tecnico/sportiva. Diesse si, diesse no (in ogni caso un soggetto che sappia gestire l’impegno quotidiano è indispensabile). Quante chiacchiere e quanti nomi. Quante aspettative andranno alla fine deluse. Parlare con il mondo intero non aiuta. Una squadra “figlia” di tante mani, di tanti “consigliori”, non potrà mai essere una squadra. Non potrà mai vincere. Contesto (in questo anche te) chi dice che, per vincere in Serie D, quella attuale ha bisogno di pochi correttivi. Non è così. Pochi meritano la riconferma. Su tutti Pellegrino, Marsili e Favetta. D’Agostino dovrebbe imparare a giocare per i compagni (ne sarà mai capace?). Diakite potrebbe rimanere in rosa. Nell’undici titolare la difesa a quattro (coppie di under ed over) è tutta da rifare. Da centrocampo in su, qualunque sia lo schema tattico, c’è tanto da cambiare. Un centrocampista con centimetri e dal passo rapido e una punta da doppia cifra sono indispensabili. Sarebbe al proposito opportuno evitare le “minestre” riscaldate.

Sono ricorrenti le voci anche sull’allenatore (il “mestiere più difficile del mondo). Alcune contestano l’operato di Cazzarò. La sua scelta, costante, di infoltire la linea difensiva, una volta passato in vantaggio, non convince neanche il sottoscritto. Diversi vorrebbero ti indirizzassi su di un soggetto più esperto e vincente.

Dimenticano che di mezzo ci sono i costi dello staff. Cazzarò è con convinzione il tuo prescelto? Bene. Rinnovagli il contratto, accordati sull’ingaggio. Non ne avete ancora discusso. Una grande pecca. “Costruite” assieme uno staff qualificato (oggi è quanto meno incompleto). Cazzarò, confermato solo sulla parola, che chiama i calciatori per il prossimo anno offre la misura dell’approssimazione con la quale vi state muovendo.

Come vedi tante incertezze, Massimo, che rendono vano il tanto tempo a disposizione per programmare, concretamente, una stagione vincente. Per avvantaggiarsi. Come vedi ho volutamente “sorvolato” sul settore giovanile e sulla sua organizzazione. Una piaga incurabile per il Taranto del recente passato. L’unica volta che vincemmo in questa categoria indossavano quella maglia Triuzzi, Latartara, Simonetti, Panarelli, Giudetti, Pernisco, Stante e Talilli. 8 tarantini doc. Quelli d’oggi non li fate esordire neppure quando si vince per otto a uno.

SFT, Massimo, non deluderci anche tu!

DI VITTORIO GALIGANI

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