Taranto: Guardia di Finanza squestra beni per oltre 27 milioni

CRONACA
12.06.2019 10:40

Militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – ex art. 321 c.p.p. – di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie ammontanti complessivamente a 27 milioni e 340 mila euro, nei confronti di 9 persone componenti una presunta associazione per delinquere e di 4 società operanti nel settore edilizio ed immobiliare. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Taranto, scaturisce da indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria per reati fallimentari che sarebbero stati posti in essere da una società con sede a Martina Franca, già in procedura di liquidazione, esercente lavori nel settore delle costruzioni edili. L’attività investigativa ha consentito di accertare l’operatività dell’associazione finalizzata alla commissione di reiterati illeciti in materia di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, coinvolte nelle indagini 5 persone tutte residenti a Bari e provincia, appartenenti allo stesso nucleo familiare, le quali di fatto avrebbero gestito, con la complicità di vari prestanome, diverse società tra loro collegate. Queste persone, in concorso tra loro,avrebbero effettuato più azioni contabili illecite finalizzate alla distrazione di disponibilità finanziarie, di quote di capitale sociale e di numerosi beni aziendali di proprietà della società martinese, i quali sarebbero stati poi dirottati ad altre società a loro stesse riconducibili, che, secondo gli inquirenti, avrebbero proseguito l’attività lavorativa della società fallita. Quest’ultima, nonostante fosse ormai già priva di immobilizzazioni strutturali e tecniche, di personale dipendente e di qualsivoglia organizzazione economico – produttiva, continuava ad acquisire commesse di lavori per poi sub-appaltarle alle “consorelle” del gruppo impresario barese, garantendo così di fatto una cospicua movimentazione finanziaria a beneficio del sodalizio criminoso e in danno dei creditori anche attraverso società con sede in Lussemburgo. E’ stato, inoltre accertato che gli indagati, al fine di salvaguardare i propri interessi, avrebbero fittiziamente ceduto le quote di una società a loro riconducibile ad un compiacente prestanome all’irrisorio prezzo di € 1.000 a fronte di un valore reale quantificato in € 20.000.000. All’esito dell’attività, i 14 attori del presunto sodalizio criminoso, sono stati denunziati all’Autorità Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti di bancarotta fraudolenta anche attraverso falso in bilancio e fittizia intestazione di valori (art. 416 C.P. , art. 216 e 223del R.D. nr. 267/1942 – Legge Fallimentare, art 512 bis c.p.). Il sequestro di 27 milioni e 340 mila euro è corrispondente al valore complessivo delle distrazioni accertate nonché dei profitti illeciti connessi al reato di bancarotta fraudolenta.

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