TARANTO

Taranto: Panarelli, ‘Bel gioco? Conta solo vincere...’

Il tecnico rossoblu alla vigilia del match col Gragnano: 'Chi gioca allo Iacovone triplica le forze'

Alessio Petralla
29.09.2018 14:02

Gigi Panarelli - Foto Nicola Carpignano/Taranto FC

E’ tutto pronto per il terzo match di campionato: il Taranto affronta l’ostico Gragnano dell’esperto tecnico Rosario Campana. In casa rossoblù non si può che respirare aria serena dopo l’impresa di Fasano con il tecnico Gigi Panarelli che analizza gli eventi: “Tutti chiedevano l’attaccante e adesso tutti si dispiacciono per l’assenza di Ciro Favetta. Anche in questo caso bisognerebbe trovare maggiore equilibrio. Il ragazzo lavora tanto e bene, ma in rosa ci sono anche altri attaccanti. Per me è difficile stilare la formazione perché sono tutti potenziali titolari che si allenano con abnegazione”.

GRUPPO COESO: “Quando sono arrivato sapevo di trovare una buona squadra, ho solo chiesto qualche under di livello e un vice Oggiano. Vincere aiuta a vincere, ma dobbiamo essere sempre compatti, soprattutto fuori dallo spogliatoio. Il gruppo è coeso, lo dimostra la rimonta di Fasano, dove abbiamo realizzato gol di ottima fattura. Possiamo toglierci delle soddisfazioni, ma sempre rispettando l’avversario. Il Taranto è un club glorioso e tutti quelli che ci affrontano triplicano le forze. Leggendo le interviste rilasciate da alcuni calciatori del Gragnano, ho capito che sono concentrati e motivatissimi perché vogliono strappare un risultato positivo dallo “Iacovone””.

IL GRAGNANO: “Squadra composta da un mix di over esperti e buoni under. I gialloblù rispecchiano il carattere del loro allenatore che inculca voglia e determinazione. Hanno raccolto meno di quanto avrebbero meritato. Non verranno a fare una passeggiata: non dobbiamo aver timore perché siamo il Taranto”.

SQUADRA DA TRASFERTA O CASALINGA: “Ancora non si può dire se siamo una squadra che si esprime meglio in casa o fuori. Sono sicuro che ogni giorno si lavora bene e possiamo dire la nostra con grande umiltà”.

DIAKITE: “Nel gruppo sono tutti titolari, non c’è nulla di scontato. Potrebbe essere Diakite il sostituto di Favetta: l’ho già impiegato e ho grande fiducia in lui. A Sarno è entrato bene mettendo in evidenza la sua esperienza. In questo campionato devi anche saper giocare sporco: non si può essere sempre belli. Si vince anche non brillando”.

LA GARA: “L’abbiamo preparata anche in base alle caratteristiche dell’avversario che giocherà a viso aperto chiudendo bene le linee di passaggio. Non dobbiamo farci prendere dall’ansia da gol”.

RINFORZI: “La società si è messa a disposizione dal primo giorno. E’ normale che se dovessimo prendere qualcuno dev’essere un valore aggiunto. Sono contento dei miei, ho una rosa ampia”.

MODULO: “A Fasano, 3-5-2 ha funzionato per un quarto d’ora, fino al calcio di rigore. Molto dipende dalle situazioni di gioco, l’importante è poter variare all’inizio o in corso”.

I TIFOSI: “Il loro sostegno e la loro presenza è fondamentale. Qualche anno fa vincere a Taranto era difficilissimo. Ce la metteremo tutta per mantenere quest’abitudine. Nelle scorse due trasferte i tifosi ci hanno spinto dal primo all’ultimo minuto”.

CENTROCAMPO: “Oltre a quelli che stanno giocando, ho elementi di valore come Massimo, Gori, Guadagno e Bonavolontà, calciatori duttili che possono essere utilizzati in più sistemi di gioco. Quando decido la panchina considero anche questo”.

SQUERZANTI: “Credo molto in lui: è un under di spessore. E’ un esterno alto a sinistra e come tutti gli esterni devono lavorare in maniera più congeniale per sfruttare maggiormente la velocità: fino ad ora lo ha fatto al 60%”.

PALLE INATTIVE: “Le partite molte volte si sbloccano grazie alle palle inattive: in questi quattro anni da allenatore ci ho lavorato molto approfondendo i dettagli. Sto raccogliendo i frutti anche se il Taranto ha realizzato anche su azione. Serve sempre concentrazione, tenacia e corsa. Le difese vincono i campionati, gli attacchi le partite”.

ANCORA: “Fa parte del gruppo e nessuno ha il posto assicurato: gioca chi sta meglio. A Fasano è stato decisivo, me lo tengo stretto perché è un’arma in più”.

L’ESPULSIONE: “Ho detto a Favetta che qualsiasi situazione va evitata: è vero ha salutato i genitori, ma poteva farlo dopo. L’arbitro ha tenuto fede alle sue statistiche darò che nella passata stagione aveva estratto sette rossi concedendo altrettanti rigori”.

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