FUTSAL

Futsal A2/F: Asd Conversano, a tu per tu con Michela Campanale

Parla il giovane portiere reduce dall’esordio in campionato dopo il rosso ad Adone

Comunicato stampa
24.10.2018 21:58

Estremo difensore cresciuto nella Virtus Cap 74 di Cassano Murge, ha militato nelle scorse due stagioni nella Polisportiva Sammichele prima di rivestire la maglia rossoblù a disposizione di mister Berardi. Domenica 14 Ottobre, a seguito dell’espulsione del portiere titolare Annalaura Adone si è ritrovata ad esordire in A2 nella gara casalinga giocata al Pineta contro il Noci, ben figurando anche nel successivo incontro disputato a Manfredonia. Vetrina della settimana per Michela Campanale (nella foto V&G Shoots & Sports), detta “Chela”, portiere di 18 anni di indubbio valore e prospettiva, umile e allo stesso determinata ad ascoltare e ad apprendere i consigli delle veterane compagne di squadre per migliorarsi ed ambire a traguardi sempre più ambiziosi.

- Ciao Michela, come è nata la tua passione per il calcio femminile e in particolare per il ruolo del portiere?

“Ciao, sono Michela Campanale, per gli amici “Chela”. Ho 18 anni, sono di Cassano Murge e frequento l'ultimo anno al Liceo Scientifico di Altamura. Sin da piccola mi sono approcciata al mondo del calcio giocando in campi "di fortuna"; nonostante il mio desiderio fosse quello di diventare un centravanti, il mio posto in squadra, in virtù della mia stazza fisica, era inevitabilmente destinato ad essere ricoperto fra i pali. Dopo una serie di prove ed allenamenti, ho scoperto di avere una certa attitudine in porta, motivo per cui ho poi ricoperto quel ruolo in maniera costante”. 

- In che squadre hai militato negli scorsi anni?

“La mia prima esperienza è stata a Cassano con la Virtus Cap 74 con cui ho giocato due anni; successivamente ho seguito la stessa dirigenza per altre due stagioni presso la Polisportiva Sammichele”.

- Cosa ti ha convinto ad accettare il trasferimento a Conversano?

“Il trasferimento a Conversano l'ho reputata un'opportunità di crescita personale. Sono stata catturata positivamente dal progetto presentatomi, dalla curiosità del nuovo, dall'entusiasmo di mister Berardi e dall'incontro/"scontro" con due portieri che hanno segnato il mio esordio in questo sport : Mina Marsiglia, che prima di ogni altro ha giocato con me facendomi innamorare della bellezza di questo ruolo ed Annalaura Adone, che lo stesso anno, in mancanza di un preparatore, mi ha insegnato il valore del sudore, dei sacrifici, dello stare in piedi con le gambe che tremano, seguendomi sin da subito nella mia carriera, credendo fortemente nelle mie capacità”.

- Che emozione hai provato a debuttare in prima squadra contro il Noci?

“E’ successo tutto molto in fretta, non era nei programmi di debuttare contro una squadra valida come il Noci, inizialmente sono entrata in campo spaventata e un po' spaesata; nel secondo tempo, invece, grazie alla carica e alla fiducia che ho ricevuto nello spogliatoio, il mio approccio è stato sicuramente migliore consentendomi di affrontare la gara con la grinta e la determinazione giusta”.

- Come giudichi la tua seconda gara stagionale a Manfredonia?

“Sono abbastanza soddisfatta della mia prestazione, sicuramente c'è molto su cui lavorare ancora. Fondamentali sono state la voglia di lottare fino all'ultimo secondo da parte di tutte (come ha dimostrato la rete di Pugliese allo scadere nel tempo) e l'incoraggiamento delle mie compagne”.

- A chi ti ispiri?

“Non ho un preciso modello al quale ispirarmi, cerco di prendere il meglio da tutto ciò che ho attorno per farlo mio, un pò come il portiere di Inazuma Eleven; ritengo che per migliorarsi sia indispensabile ascoltare e apprendere consigli nonché ricevere critiche”.

- Obiettivi personali per questa stagione

“I miei obiettivi sono : crescere e migliorarmi sempre, prendere consapevolezza delle mie lacune e degli errori per lavorarci e correggerli psicologicamente; la mia pecca più grande è il farmi prevalere dalla paura, vorrei trasformare questa insicurezza in forza, mettendo in pratica il detto che più volte mi sono sentita dire: "ci vuole testa"”.

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