Anche il calcio tarantino piange la morte di Mimmo Renna

Alla guida del Taranto conquistò la promozione in B nella stagione 1985-86

TARANTO
01.02.2019 15:23

Anche il calcio tarantino piange la morte di Antonio Renna, detto Mimmo, spentosi oggi (venerdì 1 febbraio) a Lecce all’età di 81 anni. Nella stagione 1985-86 (raccogliendo una squadra costruita dal compianto Tom Rosati, scomparso poco prima dell’inizio del campionato) guidò il Taranto alla promozione in B alle spalle del Messina di Totò Schillaci, facendo emergere il talento puro di Pietro Maiellaro, prelevato a ottobre dal Palermo. Nel campionato successivo, rimase sulla panchina rossoblu fino alla 9a Giornata per poi essere sostituito (dopo il ko con il Modena) da Fernando Veneranda: con quest’ultimo, il Taranto si salvò agli spareggi di Napoli con Lazio e Campobasso al termine di un girone di ritorno stratosferico, con una media da Serie A.

(Da Wikipedia) Ha allenato soprattutto squadre di Serie B. La prima panchina importante fu a Brindisi, squadra nella quale aveva chiuso la carriera di giocatore. Nella stagione 1974-1975 portò gli adriatici alla salvezza, l'ultima della storia dei biancazzurri in cadetteria. Fu tra i dieci aspiranti tecnici a frequentare il primo corso per allenatori di Coverciano, diretto da Italo Allodi (suoi compagni di corso furono Giovanni TrapattoniOsvaldo BagnoliLuis SuarezGianni Di Marzio e Gigi Simoni).

Ricondusse in serie cadetta il Lecce, dopo 27 anni dall'ultima promozione, al termine della stagione 1975-1976, quando subentrò al tecnico Nicola Chiricallo, nella stessa annata in cui i giallorossi fecero registrare anche l'imbattibilità casalinga, la vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti e della Coppa Italo-Inglese Semiprofessionisti. Al primo anno di B, nella stagione 1976-1977, guida i salentini al settimo posto finale, dopo aver lottato per la promozione in A fino a poche giornate dal termine del torneo ed eliminando il Torino scudettato dalla Coppa Italia. Secondo molti opinionisti dell'epoca, i giallorossi di Mimmo Renna giocavano il miglior calcio della serie B.

Successivamente fu il tecnico dell'Ascoli dei record nella stagione 1977-1978. I marchigiani dello storico presidente Costantino Rozzi, ottennero la promozione in Serie A con due mesi di anticipo e stabilirono il record assoluto dei punti totalizzati in un campionato di Serie B a venti squadre: 61 (2 punti a vittoria), con 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte; record imbattuto dopo quasi 40 anni, anche rapportando i successivi campionati con la vittoria a 3 punti. Quell'anno, nelle file bianconere si mise in luce Giovanni Roccotelli, inventore della cosiddetta rabona; mister Renna scoraggiava simpaticamente tale pratica tecnica, condannando amichevolmente il suo centrocampista al pagamento di una bottiglia di champagne per ogni cross sbagliato, ma il fantasioso giocatore eseguiva il colpo sempre in maniera esemplare. Renna allenò i bianconeri anche nell'anno calcistico successivo in Serie A, terminandolo al decimo posto in classifica, dopo essersi tolto la soddisfazione di battere la Juventus campionessa d'Italia, allenata da Trapattoni.

Nel 1979 il presidente del BariAntonio Matarrese, lo chiamò ad allenare i biancorossi militanti in Serie B, impegnandosi a organizzare con il tecnico una squadra che potesse (secondo loro e i tecnici baresi) conquistare la massima serie; Renna scelse il progetto della robusta società di Matarrese dopo aver rifiutato le offerte del Genoa e del Bologna e ottenne nella stagione 1979-1980 la salvezza con quattro punti di distacco dalla zona retrocessione (dopo un buon girone d'andata, che vide il Bari nei primi cinque posti di classifica), dopo aver subito gli infortuni dei due attaccanti Libera e Gaudino. Nella stagione 1980-1981, dopo aver rifiutato in estate la prestigiosa offerta del Napoli in serie A, si dimise dopo la 26ª giornata, con 24 punti in classifica.

Successivamente allenò in seconda serie anche il Palermo per due stagioni (6º posto a pari punti con il Perugia nel campionato 1981-1982). Il Palermo di Mimmo Renna è stata una delle squadre più amate dalla tifoseria rosanero. Il gioco fantasioso e spregiudicato dell'allenatore leccese, unitamente alle qualità tecniche di Gian Piero GasperiniAntonio LopezGiampaolo Montesano e il bomber Gianni De Rosa, sono ricordati nel capoluogo isolano.

Dopo due anni trascorsi a Palermo, nell'estate del 1983, per la prima volta, non trovò ingaggio immediato, venendo poi chiamato alla decima di campionato sulla panchina del Catanzaro appena retrocesso dalla massima serie. Renna prese il posto di Mariolino Corso, trovandosi a guidare una squadra con evidenti difficoltà e con un forte ritardo accumulato; nonostante un buon girone di ritorno, i giallorossi retrocessero, pur mostrando un Calcio considerato pregevole.

Nella stagione 1984-1985 fu chiamato sulla panchina del Catania. I rossoazzurri del presidente Angelo Massimino erano tornati in B dopo la retrocessione dalla Serie A del campionato precedente, mantenendo in rosa i due brasiliani Pedrinho e Luvanor. All'inizio la squadra di Renna si propose tra le prime fino alla fine del girone d'andata, ma dopo l'allontanamento del ds Giacomo Bulgarelli (per 5 anni compagno di squadra del leccese, nel Bologna), accusò un calo, ottenendo a fine stagione la salvezza.

L'anno dopo alla guida del Taranto in serie C1, ottenne la promozione in B, al termine di un torneo ricordato dagli ionici, che mise in luce il talento estroso del centrocampista Pietro Maiellaro. Gli ultimi anni della carriera professionistica lo videro sulle panchine di CasertanaLivorno e Giarre in serie C1, prima di uscire gradualmente di scena e accettare incarichi passeggeri fra i Dilettanti. Dal 1999 al 2008 è stato direttore della scuola calcio del Comune di Lecce, su indicazione dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone, la quale ebbe a dichiarare che Mimmo Renna, primo calciatore leccese a vincere uno scudetto, fu "il suo mito sportivo della giovinezza". (Da Wikipedia)

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