Cultura, musica e spettacolo

Taranto: Teatro Fusco, il cartellone della stagione di prosa 2019

Comunicato stampa
03.01.2019 17:46

23, 24 gennaio 2019

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Isa Danieli, Giuliana De Sio

LE SIGNORINE

con Isa Danieli, Giuliana De Sio

di Gianni Clementi

regia PIERPAOLO SEPE

 

Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto ma dignitoso appartamento poco lontano. Costrette a una faticosa convivenza le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere il loro continuo provocarsi a vicenda, a suon di esilaranti battibecchi senza esclusione di colpi.

Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni …

Nella loro veracità napoletana, Rosaria e Addolorata sanno farci divertire e commuovere, raccontando con grande ironia, gioie e dolori della vita familiare. 

 

 

 

30, 31 gennaio 2019 

Marche Teatro

Carlo Cecchi

ENRICO IV
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò

e con Dario Caccuri, Edoardo Coen, Vincenzo Ferrera, Davide Giordano, Chiara Mancuso, Remo Stella

scene Sergio Tramonti

costumi Nanà Cecchi

luci Camilla Piccioni

di LUIGI PIRANDELLO
adattamento e regia CARLO CECCHI

 

Enrico IV fu scritto per Ruggero Ruggeri, il “Grande Attore” del primo Novecento. Dopo di lui, molti altri Grandi Attori si sono “cimentati” con questo monumento alla Grandattorialità. Prima di tutto ho ridotto drasticamente molte delle lunghissime battute del Grande Attore; conseguentemente gli altri personaggi acquistano un rilievo che spesso, soverchiati dal peso delle battute del protagonista, rischiano di perdere.
In alcuni dialoghi ho “tradotto” la lingua dell'originale in una lingua teatrale a noi più vicina.
E ho fatto della follia e della recita della follia di Enrico IV, che nell'originale ha una causa clinica un po' banale, una decisione dettata da una sorta di vocazione teatrale: non per nulla, il teatro, il teatro nel teatro e il teatro del teatro, sono il vero tema di questo spettacolo. (Carlo Cecchi)

 

 

19, 20 febbraio 2019

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo /Fondazione Teatro Della Toscana

Alessio Boni, Serra Yilmaz

DON CHISCIOTTE

liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra 

adattamento di FRANCESCO NICCOLINI 

drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini

con Marcello Prayer

e Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico 

scene Massimo Troncanetti

costumi Francesco Esposito 

luci Davide Scognamiglio 

musiche Francesco Forni

regia ALESSIO BONI, ROBERTO ALDORASI, MARCELLO PRAYER

 

Chi è pazzo? Chi è normale? 

Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici.

La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani. 

Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli perché no, Don Chisciotte. 

 

 

26 , 27 febbraio 2019

Diana Or.i.s. / Rama 2000 

Massimo Ranieri

IL GABBIANO

di Anton Čechov

e con Pino Tufillaro, Federica Stefanelli

adattamento e regia GIANCARLO SEPE

 

Un affascinante incontro fra due protagonisti assoluti del teatro italiano, Massimo Ranieri e Giancarlo Sepe, che per la prima volta insieme metteranno in scena uno dei testi teatrali tra i più noti e rappresentati di sempre: “Il Gabbiano “ di Anton Čechov. Una grande produzione, un allestimento imponente, 11 attori in un nuovo e rivoluzionario adattamento di Giancarlo Sepe. La storia di Treplev, scrittore incompreso, del suo amore per Nina, il suo rapporto di odio/amore con la madre Irina, un’anziana e famosa attrice, e poi tutti gli altri splendidi personaggi con le loro intense storie scritte magistralmente dal giovane Čechov, rivivranno in questo originale spettacolo. Una pietra miliare del Teatro mondiale in un’inedita grande edizione.

 

 

6, 7 marzo 2019 

Evolution Dance Theater

NIGHT GARDEN

co-Direttore e assistente Coreografo Nadessja Casavecchia

danzatori Bruno Batisti, Antonella Abbate, Giuseppe Liuzzo, Carlotta Stassi, Matteo Crisafulli, Giulia Pino, Anthony Heinl, Nadessja Casavecchia

direttore artistico e coreografo ANTHONY HEINL

 

Nel buio della notte, sul palco senza scenografia, si materializza un mondo incantato in cui gli spettatori sono guidati in luoghi straordinari da bizzarre creature luccicanti. Una figura bianca spicca dalla profondità delle tenebre improvvisando una sinuosa danza in un’enigmatica struttura iridescente, e colorate canne di bambù si librano nell’aria accompagnando i leggiadri movimenti di esseri simili a grilli. La poesia irrompe poi con la dolcezza di una sagoma ricoperta di stelle che si libereranno nel cielo alla fine della loro suggestiva danza. In un altro quadro due ballerine illuminate dal chiaro di luna volano leggere in perfetta sincronia, delle figure fosforescenti ondeggiano su altalene fatte di aria e lucciole colorate si trasformano in scattanti atleti. Ad un tratto il rassicurante paesaggio animato da ninfe delicate diventerà infuocato con la danza di ombre al neon intorno ad un castello stregato.

 

 

 

 

27 marzo 2019

DEE DEE BRIDGEWATER

Memphis ... Yes, I'm Ready

 

Dee Dee Bridgwater, l'artista considerata da più parti una delle ultime dive del jazz internazionale. Instancabile esploratrice della musica nera, Dee Dee, con alle spalle una carriera iniziata nei primi anni Settanta, è stata premiata tre volte con il Grammy Award: due volte per l’acclamatissimo tributo a Ella Fitzgerald (Dear Ella) e nel 2011 per l’album dedicato a Billie Holiday (To Billie With Love From Dee Dee).

Dotata di un timbro vocale caldo e avvolgente, la cantante statunitense con il progetto "Memphis… Yes, I’m Ready"” rende omaggio alla città che nel 1950 l’ha vista nascere fondendo con inusitata maestria soul, blues e r’n’b. Bridgewater con quest’ultima interpretazione rende omaggio ai maestri della musica afroamericana come Al Green, Otis Redding e B.B. King, spogliandosi di quei virtuosismi in cui pure eccelle per arrivare al cuore di una musica che è ormai patrimonio universale. 

Se, infatti, da un lato le interpretazioni di Bridgewater ricalcano i brani originali per restituire loro nuova linfa, dall’altro la cantante di Memphis infonde a ogni cover la sua  personale visione della musica e dell’arte, regalando l’ennesima, intensa prova di una carriera memorabile.

A Taranto Dee Dee Bridgewater si esibirà con Barry Campbell, basso; Charlton Johnson, chitarra; Bryant Lockhart , sax; Sharisse Norman e Shontelle Norman Beatty, coro; Curtis Pulliam, tromba; Carlos Sargent, batteria; Dell Smith, piano, organo.

 

 

30 , 31 marzo 2019

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo 

Giuseppe Battiston

CHURCHILL 

di Carlo G. Gabardini

e con Maria Roveran

regia PAOLA ROTA

 

È possibile che un uomo da solo riesca a cambiare il mondo? Un uomo fatto come gli altri, con un corpo uguale agli altri, le cui giornate sono costituite da un numero di ore che è lo stesso di quelle degli altri. Cosa lo rende capace di cambiare il corso della storia, di intervenire sul fluire degli eventi modificandoli? Questa e altre domande ci guidano nell’interesse per un uomo sicuramente non qualunque, un uomo, un politico che è un’icona, quasi una maschera: Winston Churchill per certi versi è il Novecento, è l'Europa. Giuseppe Battiston incontra la figura di Churchill, la porta in scena, la reinventa, indaga il mistero dell’uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il potente senso dell’ironia.

 

 

6 aprile 2019

Vertigo

An Evening with 

MANUEL AGNELLI 

Featuring Rodrigo D’Erasmo

 

Uno spettacolo unico, che vedrà Manuel Agnelli in una versione intima e in un rapporto quasi confidenziale con il pubblico. Brani tratti dall’ormai trentennale repertorio di Afterhours, in versioni totalmente inedite, si alterneranno a cover dense di significati per il suo percorso musicale, a brani strumentali di varia estrazione di genere e a quelle letture che hanno ispirato la sua poetica e i capisaldi del suo racconto. Manuel Agnelli sarà accompagnato sul palco da Rodrigo D'Erasmo, violinista, polistrumentista e arrangiatore, suo sodale ormai da molti anni in numerosissimi progetti. Un'occasione irripetibile per ritrovare o scoprire un lato artisticamente più intimo di uno dei personaggi più iconici della contemporaneità musicale del nostro Paese.  

 

 

 

10 , 11 aprile 2019 

Familie Flöz

DR NEST

 

Il dottor Nest viene svegliato di buon mattino da alcune voci. Ma quando torna lentamente in sé nel reparto del remoto sanatorio «Villa Blanca», si ritrova solo. È preso dall’inquietudine. Per quanto l’ambiente circostante, i pazienti in arrivo e le infermiere in servizio gli siano familiari, egli si sente estraneo a sé stesso. Che cosa ci fa qui? Nell’attuale spettacolo Familie Flöz torna alla maschera e con essa analizza l’enigmatica cartografia del cervello e le torbide profondità dell’animo umano. Ispirata da paradossali descrizioni di casi provenienti dalvasto campo della neurologia, la compagnia spalanca le porte di una casa di cura fittizia e rivela al pubblico i mondi bizzarri degli inquilini – e del personale. Movimento, spazio, parola, luce e suono danno vita ad un racconto, tanto tragico quanto comico, incentrato sulle fragilità del destino umano.

 

 

27 aprile 2019

Carosellorecords

DIODATO

Diodato esordisce discograficamente nell’aprile 2013 con “E forse sono pazzo” (Le Narcisse Records/Goodfellas). Il disco suscita immediatamente interesse e viene recensito ottimamente su diverse testate nazionali. Nel febbraio 2014 Diodato partecipa al 64esimo Festival di Sanremo nella categoria “Nuove proposte” con la canzone “Babilonia”. A giugno 2014 vince il premio “Mtv Best New Generation”. 

Nel settembre 2014 Diodato vince il “Premio Fabrizio De André”, per la sua convincente e personale versione di “Amore che vieni amore che vai”. Il 27 ottobre 2014 pubblica "A Ritrovar Bellezza”. Partecipa al disco “Acrobati" di Daniele Silvestri con due featuring nei brani  “ Pochi giorni” e “ Alla fine”  e nell’estate del 2016 è ospite del suo “Acrobati in tour". Nel 2017 pubblica l’album “Cosa siamo diventati”. A novembre esce un nuovo singolo di Diodato, “Cretino che sei”, brano che segna una svolta stilistica dell’artista. A dicembre 2017 viene annunciata la sua partecipazione al 68° Festival di Sanremo nella categoria campioni con il brano “Adesso” insieme all’amico e collega Roy Paci.

 

 

2, 3 maggio 2019

Rimbamband

MANICOMIC

con Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo

regia GIOELE DIX

 

Sono in cinque. Sono una band. Suonano e sono più o meno consapevoli di essere tutti affetti da numerose patologie mentali: ansie da prestazione, disturbo della personalità multipla, sindromi ossessivo compulsive. Un medico psichiatra prova, attraverso un percorso terapeutico, a sbrogliare questa intricata matassa e a condurre i suoi pazienti alla guarigione: musica, sport, teatro, tutto è terapia. Ma i nostri pazienti sono duri a guarire e nonostante i continui richiami del medico, le loro migliori intenzioni e l’assunzione di farmaci dai nomi grotteschi, non riescono a liberarsi dalle loro ossessioni. Una sorta di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” in versione comico/teatrale, in cui la follia si trasforma in libertà, energia, divertimento e creatività. Perché non può esserci arte senza follia e... da vicino, nessuno è normale.

 

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