TARANTO

Taranto: Giovanili, Montervino ‘Ecco perché ci siamo dimessi’

Francesco, ex diesse rossoblu e figlio di Damiano, ex responsabile operativo del settore giovanile, fa chiarezza sulle dimissioni in blocco di allenatori e staff

Dante Sebastio
20.12.2018 17:33

- Francesco Montervino, possiamo spiegare perché suo padre Damiano e tutti i tecnici, e relativi staff, del settore giovanile hanno deciso di rassegnare le dimissioni?

”Voglio precisare che non si tratta di una questione economica e che Massimo Giove non c’entra nulla con questa faccenda, dal momento che il settore non è gestito direttamente dal presidente. Qualche giorno fa, uno dei reggenti delle giovanili ha contattato mio padre per comunicare la decisione di sostituire l’allenatore della Juniores, Federico Malacari, in nome di un non ben precisato turnover. Considerando gli ottimi risultati ottenuti dallo stesso Malacari, con un gruppo totalmente nuovo, mio padre, non trovandosi d’accordo, ha deciso di rassegnare le dimissioni”.

- Perché i componenti di tutti gli staff tecnici hanno deciso di dimettersi?

”Ritengo sia stato un gesto di solidarietà nei confronti di mio padre Damiano e di Federico Malacari. Non bisogna dimenticare che l’intero settore giovanile è stato allestito da noi: abbiamo scelto tecnici, staff e calciatori. Penso fosse inevitabile e dispiace perché comunque si stavano ottenendo buoni risultati in tutte le categorie”.

Negli ultimi anni, il Taranto non ha sfornato talenti, perché?

”Bella domanda... Penso sia una questione di organizzazione e di uomini. Fino a quando esisteranno personaggi che lavorano sotto per sotto per un ritorno personale, i frutti non arriveranno”.

- A chi si riferisce con “certi personaggi”?

”Preferisco non fare nomi, ma posso dirle che sono rimasto molto deluso dal comportamento di uomini di sessant’anni ed ex bandiere del calcio rossoblu. Non è corretto elemosinare una panchina solo per pavoneggiarsi di allenare la Juniores del Taranto. È una mancanza di rispetto nei confronti di chi ricopre quel ruolo, ma, soprattutto, significa non volere bene al Taranto”.

Da tarantino, non ha molta fortuna con la maglia rossoblu.

”Di tutta questa vicenda, ciò che maggiormente mi ha amareggiato è che nessuno della società mi abbia telefonato per mettermi al corrente di decisioni che erano già state prese. Mi dispiace perché quando sono stato contattato per allestire, con mio padre, il settore giovanile del Taranto, ho accolto l’incarico con grande entusiasmo. Pazienza, sarà per la prossima volta...”.

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