Girardi: ‘Taranto, può essere la stagione giusta...’

TARANTO
03.10.2018 22:22

- Come sta e cosa fa Domenico Girardi adesso?

“Ho ricevuto proposte da alcune società campane, ma non mi hanno entusiasmato. Nel frattempo mi alleno e finisco gli studi, sono iscritto a fisioterapia e mi manca un esame”.

- In estate sei stato accostato anche al Taranto, cosa c'è di vero?

“Penso di essere stato uno dei primi a ricevere la chiamata del Taranto: ci sarei tornato molto volentieri, ma a malincuore sono stato costretto a rifiutare per restare in Campania, vicino alla famiglia. I ricordi che mi legano a Taranto sono tanti e tutti fantastici”.

- A proposito di ricordi, che ci dici di quell'annata straordinaria culminata al Flaminio sotto la pioggia e le lacrime dei tifosi rossoblu?

Arrivai a Taranto a gennaio dell'anno prima, affrontavamo il Cosenza e allo “Iacovone” c'erano poco più di mille spettatori. L'anno successivo erano in 10.000 al Flaminio, Senza la penalizzazione avremmo vinto quel campionato, ma questa è storia nota. Ora il Taranto deve pensare al futuro e tornare tra i professionisti. Penso che questa sia la società giusta per riportare gli ionici dove meritano. La stampa, la società e la squadra devono fare quadrato per un obiettivo comune”

- Il Taranto è partito bene nonostante il cambio tecnico poco prima dell’inizio del campionato.

“Stimo sia Cazzarò che Panarelli, ho giocato con entrambi. Non so quanto possa essere utile cambiare prima dell’inizio del campionato, ma i risultati per ora stanno dando ragione al club. Sono convinto che la squadra sia forte e che raggiungerà i suoi obiettivi a prescindere dall'allenatore, a patto che la tifoseria stia vicino alla squadra”.

- Domenica si sfidano Cerignola e Taranto, credi possa essere decisiva?

“Assolutamente no, siamo solo a ottobre, sarà una partita come tutte le altre. Sono sfide importanti per la mentalità di una squadra: per vincere un campionato così duro bisogna avere personalità”.

- In conclusione, un parere sulla regola degli under.

“Non fa bene agli under e penalizza gli over. Se il giovane non ha la testa giusta puo perdersi, mentre i senior rischiano il prepensionamento anticipato. Nel calcio, il più forte ha sempre giocato a prescindere dall'età”.

Di Andrea Loiacono (giornalerossoblu.it)

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