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30.07.2010 - La crisi è aperta. Alle 11:45 circa Nino Castiglia lascia la presidenza del GS Basket Massafra. Una scelta maturata da qualche giorno ma resa nota durante la conferenza stampa presso la sede sociale della squadra di A dilettanti maschile. “Ci sentiamo tutti un po' tristi perchè oggi lascio il Massafra, assieme al mio vice Mino Miola ed a molti dirigenti. Questa è un'avventura che nasce da lontano: dieci anni in cui abbiamo lavorato per il bene del basket massafrese. Negli ultimi due mesi avevamo preparato un progetto importante che però non è stato possibile realizzare. Non resta altro che rimettere il titolo nelle mani del sindaco”.
La voce di Castiglia è tremante, le emozioni non si riescono a contenere. Una tristezza mista a rabbia che pian piano monta nelle parole scandite dal presidente. “Ho il cuore a pezzi, in questi anni abbiamo raccolto tantissime soddisfazioni. Tre campionati vinti in sette anni non è cosa da tutti i giorni. Ritengo ora sia importante scuotere le coscienze. Le mie dimissioni sono irrevocabili e sono pessimista che qualcosa di positivo possa accadere in questi giorni. La città non ha ancora capito che serve il gioco di squadra e la realtà sportiva del basket è stata schiacciata dalle controversie politiche di questi mesi”.
La voglia di riscatto nei cittadini sembra mancare, non solo nel basket. Castiglia su questo è molto chiaro: “E' una grave perdita per la città di Massafra. Un veicolo di crescita per il territorio, come il basket, è stato importante in questi anni. Ora non lo sarà più. Ringrazio tutti gli sponsor che ci hanno aiutato, in particolare la principale sponsorizzazione, quella Cisa vicina anche nel caso in cui avessimo disputato una stagione non da protagonisti. Un grazie sincero a tutti i tifosi che in qualsiasi modo avevano dimostrato affetto, ma se in una riunione convocata dal Sindaco si presentano solo 5 imprenditori, i quali peraltro erano già vicini al basket, su 40 invitati, significa che non c'è voglia di sostenerci”.
Le vicissitudini politiche locali hanno tenuto banco a lungo nella questione del basket massafrese. L'uscita di Castiglia potrebbe far avvicinare nuove forze. Il presidente si commuove ricordando alcune immagini che erano un rituale al Papa Giovanni Paolo II. “La politica dovrebbe essere più lungimirante. Gli scontri politici non fanno bene a nessuno. Ricordo quando c'è stata la festa per la promozione, invitai il Sindaco, con il quale non avevo buoni rapporti, e gli assessori provinciali che rappresentano una corrente politica diversa dalla mia. Tutto è stato fatto per creare armonia attorno alla squadra. La perdita di questo sport è una sconfitta per tutti coloro che ruotano attorno al basket dagli alberghi ai ristoranti persino ai cestisti che pagavano gli affitti facevano girare l'economia territoriale. Quello che mi fa più male è non poter vedere i bambini correre felici all'interno del palazzetto. I loro sguardi ed i sorrisi per poter stringere le mani ad un giocatore era lo spettacolo più bello che avevamo costruito in questi anni. Ora, però, sono stanco, provato”. |